Assenteismo dipendenti

assenteismo dipendente

L’assenteismo dei dipendenti sul posto di lavoro è un argomento da approfondire in maniera accurata.

Va da sé che un dipendente ha il diritto di assentarsi dal lavoro e questo può accadere per una serie di motivazioni che vanno da quelle relative alla salute a quelle che, invece, interessano delle esigenze personali o familiari. Il tutto, però, deve svolgersi entro quelli che sono i limiti di legge.

Quando un dipendente firma un contratto di lavoro si assume la responsabilità di rispettare quanto previsto e, pertanto, anche le assenze dal posto di lavoro sono regolamentate in maniera chiara e precisa.

Assenteismo dipendenti: quando inizia a diventare un problema

Se entro quelli che sono i limiti di legge non c’è nessun tipo di problema, ci si deve porre qualche domanda quando le richieste per assentarsi iniziano a diventare troppo frequenti e pressanti.

L’assenteismo può incidere in maniera decisamente negativa sulla produttività. Che si tratti di una piccola o grande attività poco cambia: se i dipendenti si assentano con frequenza e senza valida ragione possono esserci dei danni per la situazione economica dell’azienda.

Nella maggior parte dei casi, i dipendenti richiedono di assentarsi per malattia anche se questa non è sempre reale. Un caso limite, poi, è quello di dipendenti assenteisti che vengono trovati a lavorare presso altre aziende e talvolta anche per la concorrenza.

Cosa fare in questi casi? La legge in materia è molto chiara e sancisce che si può arrivare al licenziamento per giusta causa e senza preavviso. Naturalmente è necessario provare che il dipendente abusi del suo diritto di assentarsi dal posto di lavoro.

Sarà necessario, quindi, accertare che la condotta del dipendente sia tale da pregiudicare il rapporto di fiducia che è alla base di qualsiasi vincolo lavorativo.

Negli ultimi anni la normativa anti-assenteismo è diventata sempre più stringente e questo perché il problema è diventato più serio con il passare del tempo. Proprio per questo motivo è stato necessario arrivare alla cosiddetta Legge Madia che prevede che chi viene colto in flagranza di reato può essere o sospeso in 48 ore o licenziato in 30 giorni. Non solo. In alcuni casi vengono anche comminate delle sanzioni pecuniarie che servono per scoraggiare coloro i quali sono soliti richiedere la possibilità di assentarsi in prossimità di feste nazionali, ponti o in momenti di stress per l’azienda.

Come comportarsi con un dipendente assenteista

Quando si ha un sospetto nei confronti di un dipendente che si assenta un po’ troppo spesso, è utile capire cosa è possibile fare e come si dovrebbe agire così da riuscire a bloccare questo malcostume e non permettere che tutto ciò pregiudichi la propria attività lavorativa.

Ecco, quindi, che un datore di lavoro ha la possibilità di verificare se esiste la giustificazione per l’assenza o se, invece, il dipendente non stia abusando del suo diritto. Come è possibile? Affidandosi a un investigatore privato, figura deputata al reperimento di prove valide dinanzi alla legge.

Quando si parla di investigazioni aziendali, infatti, ci si deve sempre preoccupare di agire entro quelli che sono i limiti delle normative vigenti, perché solo in questo modo sarà possibile far valere i propri diritti.

Per questo motivo, se si ha il sospetto che un dipendente assente un po’ troppo spesso o per un po’ troppo tempo si stia prendendo gioco dell’azienda, violando il contratto siglato, è necessario avere delle prove che devono essere raccolte da un investigatore. Quest’ultimo avrà il compito di reperire tutte le informazioni e fornire al datore di lavoro quelle che possono essere considerate prove utili per poter agire contro il lavoratore. Si parla di foto e materiale video, nella maggior parte dei casi, che provano che quest’ultimo finga di avere una qualche motivazione per essere assente per poi andare a fare altro.

Solo in questo caso si potrà procedere, ove necessario, con sanzioni, ammonimento, allontanamento o licenziamento per giusta causa.

Il datore dovrà, quindi, dimostrare che il dipendente si è preso gioco della sua lealtà e del rapporto lavorativo.

Quale agenzia investigativa scegliere?

Come già ampiamente spiegato in questo articolo, per svolgere un lavoro delicato come quello riguardante il controllo dei propri dipendenti, è di estrema importanza rivolgersi ad agenzia con una comprovata esperienza e Know How specifico.

Questo per il semplice fatto che un errore potrebbe mandare in fumo il lavoro di giorni e comprometterlo per sempre dal momento che il soggetto controllato in futuro sarà molto più accorto e si muoverà con alle spalle l’esperienza vissuta.

Non solo, un errore grossolano potrebbe portare a subire una denuncia da parte del dipendente, magari perché il poco esperto investigatore ha infranto la legge solo per spingersi troppo oltre ed ottenere quello che fino a quel momento non era riuscito ad avere, una prova inconfutabile.

Per questo motivo ci sentiamo di consigliare, anche per esperienze personali, una delle  storiche agenzie investigative italiane, che opera sin da 1956, ed è stata tra le prime a svolgere indagini penali oltre che a lavorare per conto delle compagnie assicurative.

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