Come creare un blog da zero

Come creare un blog da zero

Chi Sono

Dopo un decennio passato a lavorare all’interno di una delle storiche agenzie investigative italiane ed un arco di tempo altrettanto ampio rivestendo incarichi commerciali e di marketing all’interno di aziende multinazionali modernamente organizzate, arrivo a scoprire la SEO e il suo vasto universo di applicazione.

Questo progetto è il frutto della mia passione per il mondo delle investigazioni, in particolare nell’ambito aziendale e dei servizi alle imprese, sommato alla mia attuale professione, quella di SEO Specialist esclusivamente per progetti personali in affiliazione.

La mia passione, la mia esperienza ed il mio lavoro racchiusi in un blog dove sarà possibile non solo conoscere ed approfondire il mondo dei servizi investigativi alle imprese, ma anche scoprire interessanti novità tecnologiche alla portata di tutti, utili alla propria sicurezza ed a quella della propria attività .

Nonché conoscere ed imparare ad usare internet e tutte le sue “armi” per favorire la tua attività o per crearne una on line.

Daniele Novelli Casarelli

Parlano di me

Daniele Novelli CasarelliDaniele Novelli CasarelliDaniele Novelli CasarelliDaniele Novelli CasarelliDaniele Novelli Casarelli

Cosa occorre conoscere per creare un blog che generi traffico e quindi guadagni?

In molti pensano che creare un blog per iniziare a guadagnare su internet sia una cosa facile, da ragazzi, in pratica un qualcosa a cui dedicarsi nei ritagli di tempo o come passatempo.

In realtà, vendere sul web, richiede la stessa impostazione ed impegno di vendere offline.

Oltre al calvario della burocrazia italiana, in cui ci si infila quando decidiamo di aprire una qualsiasi attività fisica, pensiamo all’impegno in termini di risorse monetarie, di tempo, di impegno sia necessario per far decollare l’impresa.

Se non ricordo male, fino a poco tempo fa, si diceva che il ritorno economico per un’attività doveva essere previsto intorno al quarto anno di attività……prima di rientrare dell’investimento iniziale ed iniziare a guadagnare qualcosa dovevano passare almeno quattro anni…..

Online perché dovrebbe essere diverso?Perché non paghi l’oneroso affitto del locale in centro città? o perché non hai sulle spalle le tasse relative all’insegna luminosa sopra il locale?

Guarda che non sei il primo che scopre internet e la possibilità di arrivare a migliaia di persone in tutta la nazione o, se vuoi, tutto il mondo. La concorrenza c’è.

Quindi calma e sangue freddo. Prima capisci ed impari come muoverti, prima puoi iniziare la strada della tua presenza online.

Prima di tutto chiariamo bene una cosa, ad oggi, il miglior modo per essere presenti su internet e quindi farsi conoscere, acquistare fiducia degli utenti/clienti e vendere è creare un blog.

Anche se vuoi costruire il migliore degli e-commerce vendendo cose esclusive e uniche, se vuoi avere traffico qualificato e duraturo, devi aver collegato al tuo negozio online un blog, ed anche fatto bene!

Andiamo, quindi, a vedere che nozioni devi assolutamente apprendere per iniziare al meglio a costruire il tuo futuro online.

La prima cosa che devi imparare è la SEO, per impostare da subito il blog nel momento della creazione, sin dal momento che andrai a decidere che tipo di permalink utilizzare.

La seconda cosa è conoscere la SEM, approfondendo la Facebook ADS e la Google ADS, perché mentre attendi che la SEO faccia quello che si si aspetti, cioè posizionarti organicamente sulle pagine dei motori di ricerca, le varie forme di pubblicità ti aiuteranno ad avere da subito traffico qualificato.

Infine devi conoscere le basi del Copywriting persuasivo, che ti permetteranno di scrivere, o far scrivere ad altri per te, testi che invoglieranno l’utente ad acquistare il tuo prodotto o servizio.

Bene, adesso che hai una idea dell’insieme delle cose che è necessario conoscere per avere successo, andiamo a sviscerarle una per una e vediamo come fare per apprenderle nel migliore nei modi ed il più in fretta possibile.

La SEO

SEO è la parola più importante e, allo stesso tempo, la più misteriosa e complessa per chiunque si occupi di un sito web. 

SEO non è altro che l’acronimo della frase inglese Search Engine Optimization che in italiano significa ottimizzazione per i motori di ricerca: costituisce il fattore principale di posizionamento di un sito in un motore di ricerca (anche se in genere si parla di SEO per Google, essendo questo il motore di ricerca più importanti, queste regole valgono anche per altri motori). 

Quando vogliamo ricercare qualcosa su Google – che sia un’informazione, un posto, un prodotto – noi digitiamo delle parole o una frase all’interno della stringa di ricerca e ci compaiono dei risultati, su diverse pagine.

Il posizionamento di un sito per una certa parola o frase chiave, in una certa posizione (nella prima o ultima pagina di Google) dipende proprio dalla SEO. 

La SEO quindi consiste in un complesso di attività di ottimizzazione di un sito web il cui scopo è quello di migliorare la posizione di un sito nei risultati organici di un motore di ricerca, che può essere Google ma anche Yahoo!, Bing e via dicendo. 

Il processo di ottimizzazione SEO serve quindi per far comparire prima possibile nelle pagine del motore di ricerca un sito per una certa parola chiave, per avere più lettori, utenti, più interazioni e nel caso si tratti di vendita di prodotti e servizi, più fatturato. 

Per poter impostare la SEO bisogna tenere conto di diversi fattori che ora andremo a vedere.

Non potremo di certo concludere tutto il complesso argomento della SEO, che del resto è sempre in movimento, in poche pagine: chiunque sia interessato alla SEO di conseguenza è tenuto a studiare ed approfondire, se necessario per mezzo di un corso online, questo complesso ma interessante argomento indispensabile per poter creare e mantenere un sito online. 

Cos’é la SEO?

Abbiamo visto la definizione di SEO, ma praticamente in che cosa consiste? Se dovessimo declinare il senso della SEO in qualche punto pratico, esso consiste nei lavori di: 

Ottimizzazione teorica. In sostanza perché un sito sia ottimizzato SEO il motore di ricerca deve trovarlo e indicizzarlo. L’ottimizzazione lato SEO della struttura tecnica del sito riguarda il codice HTML, la struttura e l’albero dei contenuti e via dicendo. 

Creazione di contenuti di qualità. A lato dell’indicizzazione del sito, i contenuti testuali e di immagine o video di un sito devono essere ottimizzati SEO per poter essere rintracciati e posizionarsi.

Non solo: è importante anche che siano di alta qualità, perché se verranno apprezzati anche dagli utenti, Google ne terrà conto nel posizionamento del sito. 

Promozione per mezzo della seo off-site. Vedremo che esiste una SEO on site ed una off site che consiste sostanzialmente nel link building, ovvero nell’essere citati da parte di altri siti, il che è simbolo di autorevolezza e qualità dei contenuti ed è quindi un fattore importante per andare sempre più in alto nella lista dei siti (SERP). 

SEO e SEM

A latere della SEO si sente spesso anche parlare di SEM, un tema correlato altrettanto importante. Si tratta dell’acronimo di Search Engine Marketing, ovvero di marketing per mezzo dei motori di ricerca, e la SEM in senso ampio ‘incorpora’ la SEO.

Con la SEM è possibile anche sfruttare meccanismi di marketing dei social o dei motori di ricerca (il più noto senza dubbio è Google ADS). Una strategia SEM davvero completa è dotata anche di una strategia SEO a fianco delle pratiche di marketing che servono per spingere sempre più in alto un sito sui motori di ricerca e per migliorare le sue interazioni con gli utenti, in termini di quantità e di qualità. 

La SEO per Google: cosa è?

Le regole SEO sono create per cercare di migliorare il posizionamento sul motore di ricerca più importante: Google. 

Dato che Google è il motore di ricerca più importante al mondo, quello maggiormente usato, è del tutto naturale che le regole SEO siano create per cercare di tenere conto dell’algoritmo di Google, delle sue regole, dei suoi aggiornamenti e di quello che Google considera ok o ko nella sua gestione personale della SEO. 

Come sappiamo, Google ha diverse pagine: per ogni parola chiave cercata, ci sono quindi diverse posizioni in cui è possibile finire.

Più si è vicino alla prima pagina, maggiore è il lavoro SEO di qualità fatto, maggiori le interazioni con gli utenti (che infatti si limitano a ricercare i risultati, nella maggioranza dei casi, nelle prime tre pagine di Google). 

Quando si tratta di scegliere in che posizione mettere i siti secondo una certa keyword, Google usa degli algoritmi il cui funzionamento non è del tutto noto. 

Google scansiona il web con dei programmi, i crawler, alla ricerca dei contenuti. Questi programmi setacciano in continuazione il web premiando i contenuti di qualità e penalizzando quelli che giocano sporco o che scrivono contenuti duplicati e di scarsa qualità. 

Sulla base dei risultati di questo procedimento, Google indicizza i siti e poi effettua il posizionamento che dipende da una serie di fattori (non tutti noti) che per Google sono sostanzialmente rispetto delle regole SEO e qualità del contenuto.

Lo scopo di Google è uno solo: offrire all’utente la miglior esperienza, i contenuti ritenuti più di qualità rispetto alla parola chiave che sta cercando. 

L’utente, quando cerca su Google un risultato (es. ‘hotel economici a Genova’) si aspetta che vengano proposti dei risultai di qualità e pertinenti con la sua richiesta.

Ecco perché Google tiene in considerazione anche e soprattutto questo aspetto nelle sue regole SEO. Non conta solo l’aspetto tecnico della SEO, come vedremo, ma anche la qualità, l’originalità e la struttura tecnica stessa dei contenuti, nonché le citazioni (backlink) nel web. 

SEO on site e off site

Come abbiamo preannunciato, si distinguono due tipologie di SEO: quella on site e quella off site (detta anche SEO on page ed off page). 

La SEO on site consiste nell’attività SEO che viene effettuata all’interno di un sito: l’ottimizzazione del codice HTML, della struttura, l’ottimizzazione dei contenuti di testo (articoli, guide, notizie) e dei contenuti immagine e video tenendo conto delle parole chiave, ma anche altri fattori tecnici come la velocità del sito, l’avere o meno un sito che sia disponibile anche su dispositivi mobili, l’affidabilità del server, anzianità del dominio sono fattori di SEO on site

Si parla invece di SEO off site con riferimento alla SEO ‘esterna’ al sito. In genere, si fa riferimento ai c.d. backlink, ovvero a dei link su siti diversi da quello di riferimento che rimandano al proprio sito. Questo è un segno di affidabilità per Google: il fatto di essere citati da altri siti web infatti garantirebbe che l’articolo citato è di esempio, è di qualità, e via dicendo.

Attenzione però, la pratica del link building, che mira a cercare di ottenere link da altri siti a pagamento, è considerata male da Google e può dare adito a delle pesanti penalizzazioni. Le penalizzazioni SEO sono molto pericolose e per questo è necessario cercare di fare SEO in modo pulito. 

SEO

SEO

SEO on site e SEO copywriting

L’ottimizzazione del sito con la SEO on page consiste nella gestione corretta del codice sorgente HTML, che è quello che viene letto dal browser, e del tag title. Bisogna anche curare il testo, sia lato SEO che nei grassetti e paragrafi, la meta tag description (che non incide direttamente sulla SEO ma che è importante per poter spingere le persone a fare click sul vostro contenuto e magari non su quello di un concorrente).

Vanno curati i Tag Heading H1, H2 e via dicendo che servono per strutturare il testo. Non dimentichiamo che Google guarda molto alla qualità del contenuto, spesso infatti si dice che per la SEO ‘Content is the king’ ovvero il contenuto è ciò che davvero influisce sul posizionamento. Sì quindi a contenuti di qualità che siano originali, scritti bene e senza errori, senza duplicazioni, possibilmente lunghi e formattati bene.

I contenuti che durano nel tempo e che vengono aggiornati al bisogno e quelli che forniscono un valore reale per l’utente sono quelli che Google gradisce (e premia) di più lato SEO.

In questo caso si parla di SEO copywriting (insieme al Copywriting Persuasivo….)che è uno dei fattori fondamentali per poter migliorare il posizionamento di un sito nei motori di ricerca.

I contenuti sono il cuore della SEO, e Google riesce a leggere i contenuti testuali, a capirne il significato ed anche ad attribuire ai testi un punteggio a seconda della loro leggibilità, coerenza, correttezza e pertinenza rispetto alla frase o parola chiave cercata.

Ecco perché il contenuto è sempre il cuore della SEO Google in quanto influisce direttamente sull’esperienza utente e sulla qualità della stessa.

I punti principali della SEO

Ma quali sono i punti principiali ai quali un SEO specialist fa riferimento quando deve impostare una strategia SEO? Ce ne sono di diversi, e quelli più importanti in assoluto sono le parole chiave. 

La parola chiave è quella che un utente inserisce su Google quando ricerca un prodotto, servizio o informazione. I siti vanno quindi ottimizzati secondo le singole parole chiave in modo da comparire fra i primi quando un utente effettua una ricerca. 

Ovviamente le parole chiave possono avere una concorrenza più o meno alta, a seconda. Alcune (come ‘hotel a Roma’) hanno una concorrenza altissima, sono troppo generiche e di conseguenza è sconsigliato cercare di indicizzare un sito tenendo conto di queste keyword che hanno a che vedere con una concorrenza troppo elevata.

Meglio cercare delle parole più di nicchia per avere traffico sul sito

Meglio scegliere un numero maggiore di parole chiave specifiche e più di nicchia che poche generiche, se si cerca di indicizzare al meglio un contenuto.

La strategia SEO per le parole chiave, che è una delle più importanti in assoluto per posizionarsi, viene studiata dai SEO Specialist con grande attenzione usando anche strumenti e software per ricercare sinonimi, parole chiave meno usate e via dicendo. 

Penalizzazioni SEO: che cosa sono 

Un vero SEO specialist ha paura innanzitutto delle penalizzazioni SEO, che sono delle penalità che Google infligge ai siti che non rispettano le regole. 

In sostanza, se si cerca in modo fraudolento e violando il principio supremo di Google (quello della qualità dell’esperienza dell’utente) ad arrivare in cima alla SERP, si rischia una pesante penalizzazione. 

Gli algoritmi di Google sono sempre più raffinati e quindi riescono quasi sempre a scovare i siti che hanno usato tecniche SEO truffaldine per cercare di migliorare il loro posizionamento. 

Una penalizzazione SEO può essere quella della perdita dell’indicizzazione, oppure della perdita della posizione, del ban del sito: si tratta di penalità spesso pesanti che richiedono un lavoro di mesi o anni per migliorare di nuovo e riconquistarsi un posto nella SERP.  

Le tecniche di SEO black-hat sono quelle che comportano delle penalità anche pesanti da parte di Google.

Le tipologie di penalizzazione SEO possono essere diverse. Quelle tipiche usate da Google sono:

Eliminazione manuale del sito. In questo caso il sito sparisce dall’indicizzazione Google e non lo trovate più. Si tratta di una penalità grave che in genere viene comminata per lo spam che viene generato dagli utenti, oppure per link non naturali (come dicevamo, si tratta del caso di link building innaturale, a pagamento, incoerente). Può avvenire anche nel caso di siti con contenuti non originali, duplicati, o privi di valore per l’utente, pagine automatiche, copia di contenuti di altri siti (considerato molto grande da Google), comandi di re-indirizzamento non ammessi, o la pratica del black Hat che consisteva nello scrivere una quantità enorme di parole chiave nel fondo del sito, che poi, rese dello stesso colore dello sfondo, diventavano invisibili. In questo modo si cercava di manipolare i motori di ricerca per posizionarsi in alto. 
In genere quando si subisce la rimozione manuale del sito è Google stesso che indica come fare per riparare a questa punizione.

Penalizzazione automatica. In questo caso, a differenza di quello appena visto, non è una persona fisica che si occupa di penalizzare il sito ma l’algoritmo di Google. Se notate che i dati del traffico organico su Google Analytics sono completamente crollati, potreste essere stati vittima della penalizzazione.

Per cercare di recuperare da una penalizzazione può essere indispensabile rivolgersi ad un SEO specialist che, una volta individuate tutte le mancanze del sito, potrà aiutarvi a ricreare una strategia di SEO pulita per conquistarsi senza rischi una posizione migliore nei motori di ricerca.

Facebook ADS

Se avete sentito parlare di pubblicità su Facebook, allora avrete sentito parlare dello strumento di Facebook ADS, che è quello che viene utilizzato per farsi pubblicità e promuovere determinati contenuti sul social network più famoso del mondo. 

I social oggi sono degli strumenti incredibili per chiunque voglia fare marketing e non è un caso se tantissime attività hanno spostato la pubblicità dai classici media ai social, che sono usati da milioni di persone nel mondo ogni giorno.

Facebook è ovviamente il re di tutti i social network e con tutte le visite ed i profili che ha, costituisce una rete di immensa grandezza pensata proprio per chiunque voglia pubblicizzarsi online e non solo. 

Facebook costituisce insomma un’immensa piattaforma pubblicitaria online, un oceano di dati, di persone e target diversi dove è possibile impostare delle vere campagne pubblicitarie con tante interazioni e grande successo.

Tutto grazie a Facebook ADS: i 2 miliardi di utenti nel mondo che usano Facebook possono quindi essere destinatari di pubblicità mirate e chirurgiche. 

Le enormi potenzialità di Facebook ADS, che comunque è uno strumento abbastanza recente, non sono certo sfuggite alle grandi imprese che oggi usano questo strumento per raggiungere milioni di destinatari in tutto il mondo.

Una pubblicità di qualità perché targettizzata in modo da non ‘sparare nel mucchio’: Facebook usa i dati ottenuti legalmente dagli utenti iscritti per selezionare le loro preferenze, età, provenienza geografica, lingua, genere e cultura per poter poi selezionare gli annunci. Capiamo quindi perché Facebook ADS è un vero strumento d’oro per tutte le imprese che desiderano sfruttare questo potenziale enorme e in grande voga

Cosa è Facebook ADS? 

Cominciamo con il capire cosa è precisamente Facebook ADS e a che cosa serve. 

Questo strumento è la piattaforma nativa di Facebook che consente la pubblicazione di annunci pubblicitari all’interno del social network. 

L’idea di Facebook ADS nasce parallela al social. Questo social network ha infatti a disposizione una quantità enorme di dati sui suoi utenti: nome e cognome, dati personali, origine, lingua, genere, paese dove vivono, e tantissime preferenze di gusti ed acquisti che ovviamente possono essere sfruttate per finalità pubblicitarie. 

Facebook ADS consiste quindi in un sistema di tecniche per sponsorizzare su Facebook pagine, che offrono servizi, prodotti, o anche solo pagine a sfondo politico, culturale, e via dicendo. 

Il sistema ovviamente è a pagamento e consente di sfruttare tutti i dati contenuti sul social più popolare del mondo per creare advertising e soprattutto per creare delle inserzioni molto personalizzate, precise per quanto concerne il target e quindi potenzialmente molto più utili di una classica campagna pubblicitaria sui mezzi tradizionali. 

La finalità di Facebook ADS è sempre quella: pubblicità. Cambia solo lo strumento, dato che si usano i social e non i mass media, e anche l’efficacia, dato che Facebook ADS permette di profilare gli annunci scegliendo con molta precisione il target. In questo modo potete investire per pubblicizzare prodotti e servizi verso un target specifico e non più verso genericamente una grande quantità di persone. 

A chi serve Facebook ADS

Facebook ADS serve a chiunque voglia crescere, aumentare clienti, like oppure fatturato, a chi vuol far conoscere un prodotto o un servizio al target che può esserne interessato. Si tratta davvero di uno strumento di crescita molto importante per un’azienda o per chi offre un servizio. 

Facebook è un social che vanta circa 2 miliardi di utenti in tutto il mondo e una quantità di dati perfetti per la profilazione e questo dovrebbe bastare per comprendere in che modo un social simile permette di poter creare delle campagne pubblicitarie perfette per tutte le esigenze. 

Gli annunci pubblicitari di Facebook ADS possono quindi raggiungere una platea davvero enorme di persone con una grandissima capacità di dettaglio nella scelta del target. Di conseguenza uno strumento simile è perfetto per ogni tipo di azienda, da quella più grande alla neonata.

Il web advertising e soprattutto quello social infatti funziona: i social sono usati da miliardi di persone nel mondo e decine di milioni solo in Italia e consentono di attraversare le barriere e raggiungere con la pubblicità davvero chiunque.

Una campagna su Facebook ADS ben impostata quindi permette davvero di migliorare il fatturato ed aumentare i clienti: bisogna però conoscere Facebook ADS e di conseguenza consigliamo di cercare di approfondire le potenzialità ed il funzionamento di questo strumento per poterne sfruttare al meglio tutti i vantaggi. 

Facebook ADS e il target: come funziona

Facebook ADS si basa su due principi fondamentali che sono alla base di questa modalità di fare inserzioni.

Stimolare la domanda latente. A differenza quindi di Google ADS, in questo caso non si offre qualcosa ad un utente che ricerca un servizio o prodotto per mezzo delle parole chiave; si va a ‘stanare’ il target, proponendogli direttamente un prodotto o servizio che sulla base dei dati che Facebook raccoglie, potrebbero interessargli. In questo modo si spera di spingere all’azione il target.

Il principio del seguire i contatti. Siamo più spinti a seguire una pagina che anche i nostri amici seguono, perché ciò è segno di maggiore fiducia.

Ecco perché Facebook ADS utilizza anche i nomi dei nostri amici per segnalarci che hanno già messo like ad una determinata pagina che tratta un certo argomento, in modo da aumentare la possibilità che noi li seguiamo a ruota.

Grazie a Facebook ADS è possibile selezionare un target molto specifico di persone, ad esempio: se ho un negozio di vestiti a Roma che vende abiti per ragazze giovani, posso selezionare un target come ragazze, che vivono a Roma e dintorni, che hanno fra i 20 ed i 30 anni.

A queste persone, grazie a Facebook ADS, posso far pervenire un annuncio sul feed di Facebook dove pubblicizzo i miei vestiti, o dove offro una promozione speciale, o la consegna gratuita, e magari una call to action per invitarle ad iscriversi alla newsletter e per ricevere delle promozioni e degli aggiornamenti.

In questo modo in sostanza funziona Facebook ADS: permette una profilazione molto precisa del target e quindi una pubblicità più incisiva che ha maggiore possibilità di creare delle conversioni. Facebook ADS quindi riesce ad intercettare un target estremamente specifico, preciso, particolareggiato, e inoltre fa leva anche sugli interessi che le persone dimostrano.

Se Tizio mette like ad una pagina di abbigliamento sportivo, Facebook ADS può proporlo nel target delle persone che sono interessate a quel tipo di prodotto e via dicendo. Diventa così più semplice per un inserzionista poter creare delle pubblicità che sono potenzialmente molto più efficaci di quelle dei media classici.

Facebook ADS

Facebook ADS

Come si imposta la campagna Facebook ADS?

Uno dei punti fondamentali per impostare una campagna su Facebook ADS che funzioni è conoscere bene questo strumento ma conoscere bene anche il target di riferimento, che è uno dei punti più preziosi in assoluto per indirizzare la pubblicità su Facebook. 

Di conseguenza quando si imposta una campagna su Facebook ADS è necessario scegliere: 

Obbiettivi della campagna. Bisogna ovviamente avere precisi e chiari quali sono gli obbiettivi: vendere un prodotto, proporre un certo servizio, invitare a mettere like, fare conoscere in modo generico un’azienda… sono tutti obiettivi diversi. 

Il target. Si tratta del pubblico al quale decidete di mostrare la vostra campagna pubblicitaria su Facebook ADS. Bisogna ovviamente selezionarlo con la massima cura per cercare di fare un investimento che sia al massimo redditizio.

Dato che Facebook ha a disposizione abbastanza dati da poter catalogare con una grande precisione i profili, bisogna saper sfruttare tutti i dettagli della scelta che Facebook ADS offre quando si cerca un certo target (lingua, provenienza geografica, età, genere, preferenze varie).

In questo modo è possibile cercare di rivolgersi, nella maniera più precisa possibile, al ‘cliente tipo’ che legge e che segue i contenuti. 

Scelta del formato e del contenuto. Quando si programma un annuncio su Facebook ADS è anche molto importante cercare di scegliere il giusto formato, e il contenuto adatto rispetto al prodotto o servizio e al target individuato.

Bisogna scegliere formati e contenuti che risultino coinvolgenti per il target, con immagini o video, con slide e insomma, tutto quello che da un punto di vista di marketing può fare presa sulla clientela tipo.

Sono sconsigliati gli annunci di solo testo senza foto o video, in quanto non invitano all’interazione e possono risultare meno coinvolgenti. 

Ma quanto costa Facebook ADS?

Non è possibile logicamente poter dire quanto costa Facebook ADS perché i prezzi della pubblicità dipendono molto dal tipo di campagna pubblicitaria impostata, dalla sua frequenza, dal target, e da molti altri fattori. 

Tutto quindi dipende dal budget che si mette a disposizione per poter impostare una campagna Facebook ADS. 

Il tipo di budget che si può impostare per una campagna è: 

Giornaliero. In questo caso Facebook ADS funziona tutti i giorni fino a raggiungere il limite di budget che avete prefissato. La piattaforma comunque si riserva di spendere il 25% in più del budget giornaliero se l’annuncio diventa particolarmente interessante ed attira utenti. 

Budget totale. In questo caso si stabilisce un budget che dura per tutta la durata della campagna, e non giorno per giorno. 

Facebook ADS richiede sempre e comunque un budget minimo da spendere che influisce anche sul risultato: ecco perché ogni campagna Facebook ADS va pianificata con cura per non sprecare soldi ed ottenere un ritorno di investimento di qualità. 

La possibilità di controllare l’andamento della campagna consente di poter riparare eventualmente ad alcuni errori di calcolo.

Vantaggi di Facebook ADS: quali sono 

Quali sono i vantaggi concreti che Facebook ADS mette a disposizione di chi sceglie questo modo di farsi pubblicità sfruttando i social? 

Target. La possibilità di scegliere un target preciso è uno dei grandissimi vantaggi che Facebook ADS offre a chi lo sfrutta. Facebook, come abbiamo detto, ha a disposizione miliardi di dati precisi che possono essere sfruttati a livello pubblicitario nel momento in cui si vuole farlo con Facebook ADS.

Potete quindi scegliere il paese dei destinatari del vostro annuncio, il genere, la fascia d’età, la lingua che parlano e molto altro. Le vostre pubblicità di conseguenza diventano più effettive ed efficaci. 

Potete controllare continuamente il ritorno dell’investimento con Facebook ADS, guardando le interazioni, i click e capendo quindi se è necessario perfezionare l’annuncio, il target, e reinvestire o meno in Facebook ADS. 

Pubblicità meno invasiva. La pubblicità su Facebook ADS ha un altro grande vantaggio perché elimina o almeno attenua una caratteristica insita della pubblicità, che consiste nel suo essere tecnicamente invasiva e nel disturbare.

Rispetto ai classici annunci pubblicitari video o sulla tv, infatti, Facebook ADS risulta meno invasiva, meno fastidiosa perché non disturba il consumatore che vede solo apparire un’inserzione mentre scorre la pagina Social. 

Cosa evitare su Facebook ADS: consigli utili

Facebook ADS è uno strumento che, come abbiamo visto, è davvero eccellente per pubblicità mirate fra i più giovani e non solo. Come tutti i social però può diventare una vera arma a doppio taglio se non la si conosce bene.

Bisogna evitare di pubblicare dei contenuti senza pensare troppo: anche le campagne Facebook ADS richiedono uno studio preciso della comunicazione con il target. Tutti ricordiamo qualche esempio di super scivolone fatto da qualche social media manager: sappiamo bene che i social non perdonano e quindi bisogna stare attenti a cosa si comunica, come, e a chi.

Se Facebook ADS ci può aiutare a trovare il target più facilmente, la costruzione del messaggio pubblicitario va fatta comunque con cura e senza lasciare nulla al caso.

Bisogna anche cercare di non lasciare mai insoddisfatti gli influencer, quando si vuole proporre un prodotto o servizio usando la loro immagine. In questo modo si evita una brutta pubblicità negativa.

Infine per usare bene Facebook ADS sarebbe bene cercare di conoscere questo interessante strumento che ha mille potenzialità.

Se necessario, anche seguire corsi online per approfondire come funziona questo strumento e come usarlo al meglio per aumentare i clienti ed il fatturato: perché la pubblicità social diventi un’arma davvero potente nel feretro di un’azienda, bisogna padroneggiare in modo completo e senza errori Facebook ADS e le sue mille potenzialità per farsi conoscere e per pubblicizzarsi.

Google ADS

Un tempo si chiamava Google AdWords (fino al 24 luglio 2018) ma oggi è Google ADS ed è uno strumento che permette di sfruttare gli spazi pubblicitari nel web sopra i risultati non a pagamento e derivanti quindi dal posizionamento. 

In sostanza, come vedremo meglio, Google ADS consiste in un software Google che permette di inserire degli annunci pubblicitari nelle pagine di Google, in alto, in modo da facilitare il click da parte dell’utente che effettua una ricerca su Google con determinate parole chiave. 

In sostanza Google ADS è una piattaforma che serve a chi offre prodotti o servizi sfruttando Google: infatti essa consente di pubblicare annunci su Google, all’interno della SERP ovvero delle pagine che sia prono quando viene effettuata una ricerca su Google. 

In questo modo è possibile far apparire più velocemente e semplicemente gli annunci su Google e di pubblicizzare una pagina, un servizio, un prodotto o dei contenuti di interesse agli utenti.

Insomma Google ADS è uno strumento che può essere davvero molto, molto utile per un’impresa e proprio per questo è bene imparare ad usarlo al meglio, capire in che contesto può servire, quando è bene posizionarsi in modo organico e quando conviene invece pagare Google per ottenere degli annunci a pagamento nelle primissime pagine dei motori di ricerca.

Infatti andremo alla scoperta della differenza fra i risultati posizionati in modo organico e quelli a pagamento. 

Scopriremo che Google ADS funziona in tre modi: Google ADS classico, ex Google AdWords, Google Shopping e Google Advertising. Ciascuno di questi metodi può essere più o meno adatto di volta in volta per andare incontro alle necessità ed alle esigenze di una persona che voglia pubblicizzare dei prodotti o servizi ai propri clienti. 

Cosa è Google ADS?

Come abbiamo visto, Google ADS è una piattaforma pubblicitaria di proprietà di Google che permette di promuovere alcuni contenuti (pubblicità di contenuti, prodotti, servizi, etc.) attraverso il posizionamento non organico. 

In sostanza, si paga Google e si ottiene un posto in prima fila (quindi fra i primi risultati delle serp) per un certo termine di ricerca. In questo modo si è sicuri che, quando un utente di Google digita determinate parole chiave, il proprio risultato sponsorizzato apparirà subito in alto. 

Con Google ADS è possibile quindi posizionarsi nelle prime pagine di Google senza dover fare la fatica di un grosso lavoro SEO per ricercare il posizionamento organico (o naturale, quindi non a pagamento) nelle prime pagine di Google. 

Google ADS permette di pubblicare diverse tipologie di annunci.

  1. Gli annunci in formato testo. Si tratta dei classici contenuti sponsorizzati, per intenderci quelli che vediamo in alto nella colonna del motore di ricerca con la scritta Annuncio.
  2. Il formato Banner. In questo caso si tratta di un annuncio del network Adsense.
  3. Il formato Video su YouTube.

In questo caso ci concentriamo su Google ADS che consiste negli annunci in formato testuale.

Vantaggi di Google ADS quali sono

Il segreto di Google ADS è che questo tipo di pubblicità è targettizzata, quindi incontra un target specifico: non spara nel mucchio, cosa che può davvero rendere quasi inutile una campagna pubblicitaria (come quelle fatte sui giornali, ad esempio) ma colpisce un certo target.

Se pubblicate il vostro annuncio per la keyword ‘albergo economico a Trastevere’ state già incontrando un target: chi fa quella ricerca su Google non cerca un albergo qualunque, ma un albergo economico ed in una specifica zona di Roma.

L’annuncio su Google ADS quindi incontra quello specifico target, con una certa ricerca, più o meno dettagliata (come vedremo è bene cercare di impostare delle key di ricerca non troppo generiche per evitare di finire in fondo ai risultati e minimizzare l’impatto della campagna pubblicitaria).

Con Google ADS è anche possibile controllare l’investimento, i clic, le impression, conversioni, in poche parole avete sotto controllo se la campagna sta funzionando, come, quanto. E potete decidere quindi se migliorarla, se continuare ad investire e via dicendo.

Lo strumento di Google in questione è quindi una piattaforma che serve per poter piazzare determinati annunci pubblicitari a pagamento, secondo date parole chiave, all’interno degli spazi di Google. 

In particolare gli annunci si posizionano in una zona molto ricercata, la zona più alta delle SERP, i risultati di ricerca nelle prime pagine di Google che sono quelle che un utente guarda quando cerca determinate parole chiave. 

Dato che Google, come sappiamo, è il primo motore di ricerca al mondo, le sue prime posizioni sono molto ambite. Per questo Google mette a disposizione Google ADS ovvero la possibilità di pagare per essere in prima fila ed essere visti più facilmente dagli utenti che fanno una certa ricerca per parole chiave. 

Google ADS può essere quindi uno strumento assai utile per cercare di restare competitivi e di migliorare le visualizzazioni in un mercato che è molto, molto affollato. Il suo uso consapevole e intelligente può quindi dare un assist di non poco conto ad un’attività che lavora (anche o solo) sul web. 

Come funziona Google ADS

Il funzionamento di Google ADS è semplice ed intuitivo. Questo software pubblicitario di Google funziona infatti col meccanismo delle parole chiave e quindi permette di rivolgersi ad un target assai preciso che dipende da fattori di età, provenienza geografica, genere e via dicendo. 

Come sappiamo, la concorrenza su Google è molto alta e scalare la SERP usando solo la SEO è complicato e soprattutto richiede impegno e tempo. Grazie a Google ADS è possibile ritagliarsi uno spazio pagando, per determinate keyword.

In sostanza, non basta pagare una certa cifra a Google per assicurarsi uno spazio su Google ADS: bisogna anche fare molta attenzione alla scelta delle kewyord, delle parole chiave con le quali ci si vuole posizionare negli annunci, perché alcune sono davvero molto ricercate e quindi dibattute.

Volete posizionarvi con Google ADS? Allora cercate di evitare delle keyword che sono troppo contese. Ad esempio la key ‘hotel a Milano’ è troppo generica e difficilmente potrete posizionarvi a pagamento con Google ADS se inserite una simile frase chiave. 

Il sistema di Google ADS sulle parole chiave si basa sul concetto di asta. In sostanza la posizione effettiva degli annunci, per una stessa parola chiave, dipende da una formula che prende in considerazione il punteggio qualità dell’annuncio, ovvero la coerenza fra annuncio e key, estensioni dell’annuncio. 

L’annuncio con l’AD Rank più alto si conquista la prima posizione che ovviamente è quella più ambita perché è subito visibile all’utente che apre la pagina su Google. Gli inserzionisti con gli annunci di qualità più scarsa invece, pur pagando, vanno a finire in fondo. 

Gli annunci su Google ADS partecipano automaticamente ad un’asta per qualificare la loro postine, ogni volta che si apre un annuncio per una parola chiave che abbia più concorrenti. 

Google ADS quindi effettua la valutazione sulla base della qualità dell’annuncio e soprattutto (come vedremo poi) della coerenza dello stesso rispetto alla parola chiave scelta.

Il punteggio di qualità, in questione, è uno degli elementi più importanti per poter conquistare una posizione buona dell’annuncio su Google ADS: avere un buon punteggio qualità significa pagare meno e ottenere una posizione migliore e quindi anche maggiori click da parte degli utenti su Google. 

Le key più contese hanno un’offerta che supera la domanda e di conseguenza potreste solo perdere tempo cercando di posizionarvi con queste key. Cercate di scegliere in modo intelligente le parole chiave con le quali piazzarvi nella Serp e pagamento di Google.

Come fare? Se non avete idea di come trovare le parole chiave giuste per voi è ora di rivolgersi ad un professionista SEO o di seguire un corso per studiare e capire meglio cosa è e come funziona Google ADS nei casi pratici

google ADS

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E come si paga Google ADS? Come funziona per il pagamento? 

Questo strumento di Google si paga una volta che si è impostata la campagna. Il meccanismo di pagamento è il Pay per Click: si paga per ogni clic effettivo che un utente fa sull’annuncio pubblicitario che si effettua grazie a Google ADS. 

Si stabilisce un budget giornaliero per la campagna di sponsorizzazione ed ogni volta che un utente di Google clicca su quel link pubblicitario, Google scala una parte del PPC dal budget giornaliero. Per non spendere troppo bisogna impostare una campagna su Google ADS con keyword adeguate e non troppo generiche (come abbiamo detto prima). 

Una campagna Google ADS ottima: come si fa?

Ovviamente chiunque voglia utilizzare Google ADS vuole anche impostare una campagna pubblicitaria che sia a tutti gli effetti di qualità, efficace, ovvero che non costringa a spendere tanti soldi per avere poi una minima resa. 

Google ADS è uno strumento che se usato bene può servire molto per un’impresa o un sito. 

Bisogna però cercare di massimizzare la strategia di utilizzo di questo software per non spendere soldi per niente. 

In particolare, bisogna cercare di sfruttare tre punti fondamentali: 

  • Keyword poco competitive. Abbiamo detto che le parole chiave più efficaci sono quelle che sono meno usate. Usare una parola o frase chiave eccessivamente generica ed abusata vi espone alla concorrenza e non mette in evidenza il vostro annuncio, rischiate inoltre di non avere un target di riferimento abbastanza preciso. 
  • PPC. Attenzione ad impostare la campagna pay per click: scegliendo una parola chiave inadeguata rischiate di dover pagare per dei click che sono sostanzialmente del tutto inutili. 
  • Coerenza. Anche Google ha interesse a pubblicizzare dei contenuti che siano di effettivo e reale interesse per l’utente, perché cerca di migliorare l’esperienza dell’utente su Google. Di conseguenza, cerca sempre di prediligere delle aziende o comunque dei siti che offrono contenuti che sono davvero coerenti con l’annuncio che hanno postato e con le parole chiave che hanno scelto, per massimizzare la qualità dell’esperienza utente. Addirittura Google ADS preferisce privilegiare gli annunci che hanno una maggiore coerenza rispetto a quelli che hanno speso di più ma sono incoerenti con le keywords. Questo perché per Google conta sempre di più l’esperienza utente. Attenzione quindi se il contenuto dell’annuncio non è coerente con le parole chiave.
    La pertinenza è infatti uno dei valori fondamentali che Google ADS tiene in considerazione quando calcola in che posizione mettere gli annunci nella SERP per una certa parola chiave. Google ADS tiene in considerazione, per valutare la coerenza, anche la pagina di destinazione, la parola chiave, etc. 

I servizi Google ADS: a chi servono? 

A chi servono i servizi di Google ADS, a chi sono rivolti, per quale imprenditore sono indicati? 

Google ADS è uno strumento che è accessibile di base a tutti, è semplice da usare (o almeno pare così a prima vista, ma per avere dei migliori risultati sarebbe bene conoscerlo e studiarlo meglio). 

Impostare una campagna che funziona su Google ADS è possibile ed utile per tutti coloro che abbiano deciso di farsi pubblicità in modo leggermente più aggressivo per raggiungere le primissime pagine di Google. Usare Google ADS non significa che bisogna abbandonare la SEO, anzi.

Google sa bene che i risultati che sono ottenuti per mezzo del posizionamento organico sono i migliori e non a caso gli annunci su Google ADS sono qualificati esplicitamente come annunci, a differenza dei risultati con il posizionamento organico. 

Google ADS conviene oppure no? 

In ogni caso Google ADS è un canale che può risultare estremamente utile ed efficace per poter promuovere un prodotto o servizio verso un target specifico, anche solo in alcuni momenti dell’anno. 

Secondo alcune ricerche gli annunci di Google ADS convertono fino al 50% del traffico organico, e sulle 160 miliardi di ricerche al mese fatte su Google, potete capire che Google ADS rappresenta un eccellente potenziale se sfruttato bene. 

Tuttavia Google ADS è un universo a sè stante, ha delle sue regole, e dei trucchi: per usarlo al meglio e non sprecare soldi quindi bisogna conoscerlo bene per capire come impostare una campagna ads che davvero possa portare conversioni e profitto. 

Se si configura la campagna in maniera corretta, se si scelgono le parole chiave adeguate e rispettose per il target è possibile ottenere maggiore visibilità sul motore di ricerca più usato del mondo.

Avere una competenza su Google ADS e conoscere bene questa piattaforma e come si imposta un annuncio di qualità è quindi molto importante per poter pianificare una strategia adeguata e per poter impostare una campagna che funzioni davvero. 

Cosa è il copywriting persuasivo

La tecnica di scrivere per persuadere, per convincere, e per vendere, è spesso nota con il nome di copywriting persuasivo. Con questo termine si fa riferimento ad uno stile di scrittura che utilizza un particolare metodo per coinvolgere il più possibile (ed ovviamente per convincere, in genere per finalità commerciali) chi legge. 

Persuadere serve, evidentemente, per ottenere un certo tipo di vantaggio concreto: vendere qualcosa, ad esempio, aumentare follower sui social, per poi comunicarci magari tramite Chat Bot,  e via dicendo. Insomma, serve per ottenere o per far ottenere un vantaggio. 

Persuadere non è semplice, al mondo ci sono ben 1,3 miliardi di siti web e attirare l’attenzione dei lettori di conseguenza può essere complesso. Ma sapersi distinguere è allo stesso tempo fondamentale (davvero) perché permette, ad esempio, di vendere, orientare comportamenti e di mantenere l’attenzione alta. 

Chi si occupa di questo lavoro? Il copywriter, che è una figura professionale che per lavoro elabora delle strategie di comunicazione e le traduce in realtà (ovvero, in lettera), scrivendo testi, annunci, e via dicendo. Testi che possono avere valenza informativa o più pubblicitaria ma che sono sempre pensati per attirare, per informare, persuadere e per farsi trovare facilmente sul web, grazie alla SEO

Per scalare la SERP bisogna quindi cercare di creare contenuti di qualità seguendo le regole del copywriting persuasivo che è un tipo di copywriting, come vedremo, dall’anima spiccatamente pubblicitaria.

Il suo scopo infatti è quello di cercare di convincere le persone a fare o comprare qualcosa, orientando di conseguenza il loro comportamento, e via dicendo. Per fare ciò bisogna saper scrivere bene e in un certo modo, per cercare di emozionare, convincere, e dimostrare al lettore un qualcosa di particolare. 

Andiamo quindi alla scoperta del copywriting persuasivo per capire che cosa è questo stile di scrittura, come si usa per catturare l’attenzione dei lettori ed in che modo può essere utile per un brand o per un prodotto/servizio. 

Cosa è il copywriting persuasivo e come funziona 

Il copywriting persuasivo è insomma una scrittura particolare, potente, in grado di stimolare azioni concrete nel mondo e di aumentare i profitti, vendere un prodotto, o un servizio o via dicendo. Quindi è a metà strada fra il copywriting e la pubblicità vera e propria.

Non parliamo di manipolazione, sia chiaro: si tratta di una vera e propria arte, un mix fra scrittura e psicologia che serve per convincere, orientare comportamenti, e fare marketing in poche parole. Usando le parole, per fare pubblicità e per convincere le altre persone. 

Ma a che cosa serve di concreto questo stile di scrittura, dove si usa ed insomma: cosa è (e cosa non è) copywriting persuasivo oggi? Come si può imparare? 

Cerchiamo di capire meglio in che cosa consiste questa tecnica di scrittura, a cosa serve e chi la usa (per cosa). 

Definizione di copywriting persuasivo? 

Rispondere a questa domanda potrebbe non essere facile. 

Il termine copywriter nasce nel settore del giornalismo: era colui che pubblicava gli annunci, vale a dire un pubblicitario. Oggi però il copywriter è colui che scrive contenuti, di diverso tipo: chi si occupa di copywriting persuasivo deve conoscere abbastanza bene la mente umana, i suoi desideri, il funzionamento, perché il fondamento di queste tecniche è sempre la psicologia. 

Cominciamo col dire che il copywriting persuasivo è una tecnica di vendita: quindi, è una modalità di scrittura pensata per vendere, per catturare l’attenzione dell’utente, coinvolgerlo e spingerlo ad una azione (può essere anche solo l’aumentare le visite in una pagina, i clic, oppure compiere un’azione, comprare qualcosa, mettere like e via dicendo). 

Scopo delle varie tecniche (non ne esiste solo una) di copywriting persuasivo è quello quindi di attirare l’attenzione del lettore in mezzo ad una giungla di contenuti, di spingerlo dalla propria parte, e usare i suoi desideri (ed anche un po’ di psicologia) per convincerlo a fare qualcosa. 

La psicologia, quindi, è fondamento della pubblicità e di conseguenza anche del copywriting persuasivo che ne fa largo uso per spingere le persone a fare qualcosa, catturando l’interesse di una certa fascia di lettori (target) e muovendoli verso uno scopo preciso

Le regole del copywriting persuasivo 

Il testo persuasivo serve per poter attirare i clienti, per convincerli a fare qualcosa (acquistare, comprare); per creare fiducia con clienti e lettori; per cercare di creare interesse e aggiornarli su prodotti o servizi che gli possono interessare. 

Il copywriting persuasivo deve innanzitutto creare dei testi che soddisfano i bisogni dell’utente al quale sono rivolti: ma non solo, deve trattarsi anche di un copywriting utile e non smaccatamente pubblicitario. 

Non bisogna, in poche parole, creare delle promesse che pi non si mantengono: è rischioso illudere i lettori perché altrimenti si rischia di perdere la fiducia. 

Di conseguenza testo persuasivo non significa eccessivamente pubblicitario e neppure irrealistico, bisogna anzi cercare di mantenersi sul piano della realtà per non esagerare. 

Nel copywriting persuasivo di conseguenza bisogna spiegare perché un certo prodotto/servizio possa essere utile all’utente, spingendo l’utente a fidarsi di noi. Come? Essendo sinceri, dettagliando, spiegando pregi e difetti e le caratteristiche del prodotto ed evitando quindi marchette (che vengono facilmente individuate). 

Ma non solo: bisogna anche saper gestire la scrittura emozionale. Perché il copywriting persuasivo è anche emozione, psicologia, sentimento: ecco perché oltre ad essere sincero, attirare l’attenzione, bisogna anche cercare di emozionare chi legge, di mettere accanto alle motivazioni razionali (che mai devono mancare) anche quelle emozionali che alla fine sono sempre alla base degli acquisti che facciamo. 

Sapete che le emozioni guidano l’80% circa delle decisioni che prendiamo? Ecco perché il copywriting persuasivo è anche molto, molto emozionale. 

Infine, il questa tecnica di copy funziona se dà una risposta ragionevole ed effettivamente utile all’utente, che sia una risposta che effettivamente ha senso. Anticipa il problema del lettore, spiegagli perché la tua è la soluzione perfetta, e fallo sia argomentando che usando l’emozione. 

Altre regole del copywriting persuasivo sono: 

  • Essere brevi. Per poter scrivere in maniera convincente non bisogna allungare il brodo. Il copywriting persuasivo mira a convincere con poche parole e senza girare attorno ai concetti altrimenti si rischia di non far passare il messaggio. 
  • Dire la propria opinione senza timore di offendere. Bisogna saper argomentare sempre un’opinione in maniera onesta, senza per questo pensare di offendere qualcuno. Quando si scrive in modo persuasivo, bisogna (anche) saper prendere e tenere una posizione senza timore di offendere nessuno. 
  • Segui le regole di formattazione. Ebbene sì, il copywriting persuasivo ha anche regole di formattazione, ad esempio quelle di inserire i grassetti e le liste puntate/numerate per cercare di rendere il testo più interessante, ordinato e di attirare l’attenzione del lettore sui punti principali  

 

I principi della persuasione: conoscerli per convincere

I principi psicologici della persuasione, che poi sono alla base anche del copywriting persuasivo, sono questi: 

  1. La reciprocità. In genere diamo a chi ci dà, tendiamo a ricambiare il favore, diciamo. La regola del contraccambio è nota in tutta l’umanità, quella di ricambiare un favore che ci viene fatto. Quindi, regalate piccole tips ed atti di gentilezza. 
  2. Regola della coerenza. In generale siamo propensi a comportarci in modo coerente con quello che diciamo agli altri. La psicologia lo dice: tendiamo a cercare di mantenere una certa coerenza fra parola e comportamento. 
  3. Simpatia. Sì il copywriting persuasivo si basa anche sulla simpatia: piacere alle persone è un buon passo per farsi ascoltare, del resto. 
  4. Autorità. La regola dell’autorità ci spinge a credere ed ascoltare una persona o una fonte che è ritenuta esperta nel settore (e che argomenta quello che dice).  
  5. Scarsità. Insinuare nella controparte l’idea che un prodotto o servizio è disponibile in pezzi limitati o per poco tempo funziona e permette effettivamente di rendere l’opportunità più desiderabile. 
copywriting persuasivo

copywriting persuasivo

Tre modelli di scrittura persuasiva concreti: ecco quali sono

Vogliamo farvi tre esempi concreti di copywriting persuasivo abbastanza diffusi nel settore. Si tratta di spunti che possono essere utili per impostare uno stile, adatto al tipo di comunicazione, che sia perfetto per voi.

Ricordiamo che ogni stile di copywriting persuasivo dovrebbe andare sempre di pari passo con una profonda conoscenza del target, ovvero del lettore tipo. Solo in questo modo saprete come colpirlo, come attirarlo, perché alla fine il centro del business e del vostro lavoro è proprio il lettore e sbagliare strategia di copywriting persuasivo potrebbe essere un errore fatale. 

Conoscere il target della scrittura persuasiva significa sapere chi vi legge (in media, ovviamente). Conoscere che titolo di studio ha, che lavoro fa, quanto guadagna, quanto è istruito, che approccio ha alla vita e quali sono i suoi interessi.

Se conoscete il target potete sempre colpire nel segno e avete diverse armi in più da usare nella scrittura persuasiva. Se non conoscete il vostro target, state sempre andando alla cieca (e ciò non è un bene). Detto questo vediamo tre modelli abbastanza pratici ed utili di scrittura persuasiva per capire come scrivere concretamente per convincere. 

  1. Opportunità, beneficio. Il copywriting persuasivo Questo tipo di scrittura evidenzia quali sono le opportunità di una certa scelta e cerca di entrare in empatia con il lettore, per cercare di catturare la sua attenzione. Dopo averlo fatto, promette un beneficio, che è il motivo per il quale il lettore prosegue nella lettura in quanto si aspetta qualcosa di importante: quello che sta cercando. 
  2. ‘Anche io avevo questo problema. Poi però…’. Questa tecnica di copywriting persuasivo convince il lettore che non è l’unico ad avere questo tipo di problema. Anche chi scrive l’ha già sperimentato ed è riuscito ad uscirne, ed ora spiega la sua esperienza, cosa ha fatto, cosa ha imparato. Questo tipo di copywriting persuasivo ovviamente è molto emozionale, coinvolge lo scrittore in prima persona e di conseguenza deve essere anche molto, molto convincente per non tradire la fiducia del lettore. 
  3. Problema, identificazione del problema e sua soluzione. I problemi non piacciono a nessuno e per questo questo stile di copywriting persuasivo è diffuso anche come strumento di marketing. La sequenza di scrittura segue questi step: prima si pone un problema, poi lo si contestualizza e infine si fornisce una soluzione. Un esempio concreto: ‘Sei stufo di non riuscire mai ad arrivare in prima pagina su Google? Vuoi far fare il passo che manca al tuo sito? Ci sono migliaia di webmaster nella tua situazione, ma c’è una soluzione semplice a questo problema’. E qui si dà la soluzione al problema identificato per il target. 

SEO e copywriting persuasivo: qualche consiglio utile

Non dimentichiamo la SEO, parliamo sempre di copywriting e quindi questo set di regole per il posizionamento web è sempre di fondamentale importanza (anche se non deve pregiudicare la lettura dell’articolo, la sua scorrevolezza o piacevolezza). 

La SEO ci dà una mano nel posizionamento del copywriting persuasivo. Come abbiamo visto è molto importante orientare il contenuto dell’articolo ma anche la SEO ovviamente è di fondamentale importanza. 

Utilizzate la link building per cercare di migliorare la SEO dell’articolo e dargli maggiore autorità, cercate di mediare fra parole chiave e ‘freschezza’ dei titoli. Attenzione, lo stile di scrittura è focale quando si parla di copywriting persuasivo e non vale la pena sacrificare lo stile di una frase o un titolo solo per piazzarci una parola chiave a tutti i costi, non ci starebbe bene. 

Seguite sempre le regole base dell’ottimizzazione SEO: scrittura del testo con parola chiave, meta title, meta description, H2, testo, sinonimi e variazioni semantiche nel testo, introdurre le call to action

Ricordate sempre che la scrittura persuasiva non deve mai e poi mai abusare dell’attenzione del lettore: la sospensione, il cliffhanger, e tutti gli stratagemmi che si usano per cercare di incollarlo alla pagina virtuale sono sempre da dosare con attenzione. 

Non tralasciate mai la SEO e la buona formattazione dell’articolo, ponendo la giusta attenzione a grassetti, paragrafi, e con frasi corte e concise senza mai forzare eccessivamente le parole chiave. 

Attenzione al tipo di parole che usate, al linguaggio ed alla grammatica (devono essere in linea con il target). E infine, ci vuole tanta pratica per diventare dei veri maestri della scrittura persuasiva: ma in questo modo saprete sicuramente scrivere dei testi che possono conquistare il lettore e convincerlo. 

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