Investigatore privato Napoli

Se sei alla ricerca di un investigatore privato a Pisa o nella provincia, specializzato in indagini aziendali e nel mondo dei servizi per le imprese, questa guida ti permetterà di avere un’idea completa di cosa, ad oggi, un’agenzia investigativa può fare per te e per la tua impresa.

Quello delle investigazioni private è un settore in continua evoluzione. Sì, perché cambiano i tempi e cambiano, con essi, anche le esigenze di chi ha bisogno di scoprire qualcosa, di ottenere delle prove in proprio favore e così via.

Attenzione, però, perché quando si parla di investigazioni private si intendono solo quelle che sono indagini lecite e svolte secondo quelli che sono i limiti imposti dalla legge.

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La figura dell’investigatore privato

Un investigatore privato è colui il quale, per conto terzi, può condurre delle indagini e reperire delle prove che, all’occorrenza, sono valide anche in sede giudiziaria. Si tratta, quindi, di un professionista che ha acquisito delle specifiche competenze nel corso degli anni e che è abilitato a effettuare queste indagini.

L’ordinamento italiano si è interessato per la prima volta della figura dell’investigatore privato nell’ormai remoto 1926. Da quell’anno si sono succedute diverse normative in materia e attualmente si fa riferimento al decreto del Ministero dell’Interno datato 1º Dicembre 2010 n. 269 che è successivamente entrato in vigore il giorno 16 marzo 2011.

Questo decreto legge ha introdotto alcune novità tra cui, ad esempio, la distinzione tra due figure professionali ossia quella dell’investigatore privato e del cosiddetto informatore commerciale. Sono, quindi, stati introdotti anche ulteriori requisiti tecnici e formativi necessari al fine di esercitare uno di questi mestieri.

Analizzando da vicino il decreto ministeriale di cui sopra, si deve anche dire che con esso è stata riorganizzata quella che è la disciplina degli istituti di investigazione privata. Questo significa che sono stati imposti dei nuovi requisiti e una nuova classificazione.

Da quel momento si parla di due diverse figure professionali, come sopra anticipato, ma anche del personale dipendente che, tuttavia, deve sempre essere in possesso di una licenza specifica.

La figura dell’investigatore commerciale è l’evoluzione di questo mestiere. Di cosa si occupa? Di raccogliere quelli che sono alcuni dati relativi a delle aziende come, ad esempio, i bilanci, quelli che sono i debitori protestati e altri dati che possono essere utili. Solitamente questa figura viene ingaggiata da manager e imprenditori che devono prendere delle decisioni in merito alla loro attività lavorativa.

Stando a quello che è l’art. 5 del decreto ministeriale 269/2010 due sono le categorie di settore più importanti:

  • investigazioni per privati: fanno parte le raccolte di informazioni che un privato può chiedere di ricercare per tutelarsi in sede giudiziaria.
  • Investigazioni aziendali: in questo caso possono essere sia enti pubblici che società, anche senza personalità giuridica, a richiedere il servizio. Lo scopo? Tutelare un proprio diritto in sede di controversia giudiziaria.

Ecco, quindi, che è facile intuire che nella maggior parte dei casi si offrono servizi ai privati

e servizi alle aziende.

Ci sono diversi casi in cui questa figura professionale risulta essere utile. Prima di capire in quali, però, è necessario cercare di tracciare il metodo di lavoro di un investigatore privato. Come si muove e come effettua le sue indagini?

Come funzionano le investigazioni private

Se si ha bisogno di un investigatore privato la prima cosa che si deve fare è andare a cercare la figura più in linea con quelle che sono le proprie esigenze. Il compito di un investigatore privato è quello di raccogliere tutte le notizie, le informazioni e le prove che servono a chi lo ingaggia. Come detto, le ricerche devono sempre essere condotte entro quelli che sono i limiti di legge.

Naturalmente, ogni indagine è diversa dall’altra e diverse sono anche le finalità. Pertanto, non è possibile stabilire con certezza un iter di azioni da condurre. In linea di massima, però, è possibile dire che l’obiettivo principale di ciascuna indagine è quella di andare a raccogliere informazioni o tramite documenti o tramite testimonianze di persone a conoscenza di quello che si desidera sapere.

Per quel che concerne i documenti come fonte di informazioni, il detective privato di solito va alla ricerca di atti giudiziari, amministrativi, notarili e non solo. Cerca di reperire delle informazioni su quotidiani che parlano del caso di cui si interessa, scandagli i profili social, le varie chat e così via. Risulta importante reperire ogni tipo di documento e, pertanto, l’investigatore deve cercare il modo migliore per farlo.

Come detto, si possono raccogliere anche delle testimonianze di persone informate dei fatti che possono dare delle informazioni utili. Altro compito di questa figura professionale potrebbe, ad esempio, essere quello di sorvegliare una persona specifica al fine di stabilirne i movimenti, le relazioni e così via.

Una delle doti che un investigatore privato deve avere è quella del saper comunicare. Immaginiamo come ad esempio un investigatore privato su Roma abbia a che fare con aziende modernamente organizzate e quindi con standard interni ben definiti. Quando si va alla ricerca di informazioni e si deve cercare di ottenerle da persone informate dei fatti, è importante sapere come porsi così da riuscire nel proprio intento.

Solitamente, quindi, le indagini vengono condotte su più fronti, tenendo sempre presente che è obbligatorio rimanere entro quelli che sono i limiti della legalità. Solo in questo modo sarà, infatti, possibile portare prove e documenti raccolti in tribunale o in un processo.

In caso contrario non si potrà in alcun modo usufruire di quello che si è scoperto e tutto il lavoro documentale e di raccolta prove andrà perso. Si tratta, molto spesso, di un limite labile ed è per questo motivo che alla base ci deve essere una conoscenza approfondita di quelle che sono le regole e le normative in materia.

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Gli strumenti del mestiere

Chiunque ha visto, almeno una volta nella vita, un film o una serie tv con un investigatore privato chiamato a scoprire qualcosa di scottante. Si tratta di un soggetto ricorrente, specialmente nei polizieschi made in USA ma non solo.

Ecco, è proprio grazie a quei film se si ha una conoscenza di questo mestiere e di quelli che sono gli strumenti di lavoro di un investigatore. Di cosa stiamo parlando? Nell’immaginario collettivo, un investigatore privato ha sempre un binocolo. Anche nella realtà è così: rilevatori satellitari, cannocchiali, binocoli, macchine fotografiche per fare foto e video. Sono questi gli strumenti che si trovano nel kit del perfetto investigatore che, però, non sempre se ne va in giro con baffi finti, un lungo impermeabile e panama, così da mimetizzarsi e passare inosservato.

Naturalmente, con il passare degli anni e con l’evolversi della tecnologia sono cambiati anche quelli che sono gli strumenti del mestiere e, di certo, questi cambieranno ancora una volta che si faranno ulteriori passi in avanti.

La deontologia dell’investigatore privato

Come detto, l’investigatore privato deve muoversi entro quelli che sono i limiti della legge. Ma quali sono, nello specifico, le norme che questa figura deve seguire e qual è l’atteggiamento che deve avere?

Si tratta di un aspetto molto importante da valutare, in modo tale da non pensare che a figure di questo tipo sia concesso tutto.

Se si vuole elencare tutta la giurisprudenza in materia, allora si deve partire con il citare alcuni regolamenti molto importanti poiché delimitano i limiti di un investigatore privato e del suo operato.

Non si può non partire dal Testo Unico per le leggi di Pubblica sicurezza che risale al 1931 e nel quale sono contenute tutte le maggiori disposizioni in materia. Questa è una fonte primaria. Al TULPS si devono, poi, aggiungere delle altre leggi che sono state emanate nel corso degli anni.

Nel 1940, ad esempio, vennero aggiunte al TULPS, con il Regio Decreto n. 635, una serie di stringenti disposizioni regolamentari, finalizzate a fare chiarezza.

In tempi più recenti, ossia nel 2010, è stata la volta del Decreto del Ministero dell’Interno n.269 con il quale sono state palesate alcune norme specifiche che riguardano la figura dell’investigatore privato e quelli che sono i suoi campi d’azione.

Si deve ricordare che anche per un investigatore privato vale quanto prescritto dall’allegato A6 al Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196. Si parla, nello specifico, di quella che tutti chiamano legge sulla privacy che si occupa di protezione dei dati personali.

Qui viene allegato il codice deontologico dell’investigatore che è molto importante e da studiare a fondo quando si desidera intraprendere questo lavoro che, sotto molti punti di vista, potrebbe essere anche rischioso.

Non si deve, poi, dimenticare che più recentemente il garante per la privacy ha anche approvato un nuovo codice di condotta che prende in analisi quello che è il trattamento dei dati personali per i servizi di informazione commerciale. Si disciplina, in questo modo, anche il ruolo di quelli che vengono definiti informatori commerciali.

Da qualche anno a questa parte, dopo decenni in cui questo lavoro era malvisto, la figura dell’investigatore privato incomincia ad essere accettata anche dalla magistratura e dagli avvocati che molto spesso si avvalgono dei servizi di un professionista di questo tipo per cercare prove e risolvere dei casi.

Professione investigatore: qualche precisazione

A questo punto, però, si deve fare qualche precisazione in merito a quella che è la professione dell’investigatore privato. Come detto, oggi come oggi non è più malvista come un tempo, ma è bene fare un po’ di chiarezza su qualche aspetto molto interessante.

Una delle domande che spesso vengono poste riguarda la posizione lavorativa di un investigatore. Per chi lavora e a quanto ammonta lo stipendio? Cerchiamo di rispondere a queste semplici domande.

Nella maggior parte dei casi un investigatore privato decide di diventare dipendente di un’agenzia o di una società di sicurezza privata. Non solo: c’è anche chi decide di lavorare in proprio come libero professionista.

I compiti di un investigatore possono essere tanti: si va dalle indagini svolte per privati ai servizi resi ad aziende, banche, enti e così via.

Da questo scaturisce il fatto che questo professionista ha, nella maggior parte dei casi, un orario di lavoro flessibile che quindi può portarlo a lavorare tantissimo un giorno e poco il successivo. Tutto questo è determinato da vari fattori come, ad esempio, l’indagine che sta per svolgere, la possibilità di lavorare in ufficio e di effettuare delle ricerche al pc o la necessità di effettuare pedinamenti, trasferte e così via.

Avendo chiaro il quadro della situazione sarà possibile anche rispondere alla domanda successiva: quanto guadagna un investigatore privato? La risposta varia. Si devono prendere in considerazione diversi aspetti come, ad esempio, la lunghezza e la necessità delle indagini che conduce, il suo contratto con l’agenzia presso cui collabora e così via.

Di certo, il costo di un investigatore privato è sempre connesso alle sue capacità e alle sue doti.

Come diventare un investigatore privato

Chi desidera sapere come diventare un investigatore privato deve avere le idee chiare. Questo perché spesso ci si lascia condizionare da quello che si vede nei film che, inevitabilmente, possono portare idee sbagliate e falsi miti.

Ecco, quindi, che si deve sapere non esiste una vera e propria formazione da investigatore privato, anche se negli ultimi anni sono nate, anche grazie alla partnership con la federazione nazionale di riferimento (FEDERPOL), corsi universitari Ad Hoc. Basta un diploma ma, in molti casi, viene richiesta anche la laurea. Le più gettonate sono quelle in Economia e Finanza, in Informatica, in Giurisprudenza e così via. Dipende molto dalla sfumatura che si vuole dare al proprio lavoro. Ad esempio, chi desidera investigare su cybersecurity e crimini commessi attraverso il web dovrebbe avere un’ottima conoscenza dell’informatica così come si occupa di frodi dovrebbe conoscere l’economia e la finanza e così via.

Molto utili anche i corsi per investigatori privati organizzati dalla FEDERPOL, finalizzati a formare le figure professionali del futuro. In questo modo si riescono ad ottenere delle nozioni di vario tipo, da elementi di diritto civile e penale alla conoscenza di quelle che sono le normative sulla privacy e così via.

Come si nota si tratta di un lavoro di un certo livello che, sebbene sembri molto affascinante, non è sempre facile da portare avanti. Si devono seguire delle regole e si deve avere molta passione in quello che si fa, perché in alcuni casi tutto questo può anche diventare pericoloso. Nonostante tutto, però, sono sempre di più le persone che ogni anno decidono di intraprendere questa carriera.

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Investigazioni aziendali

Nel corso degli anni e con la nascita di nuove esigenze, il settore dell’investigazione aziendale si è evoluto velocemente anche in Italia. Ogni azienda ha degli interessi da tutelare ed è per questo che spesso si presenta l’esigenza di dover reperire delle informazioni, trovare dei documenti, dimostrare comportamenti sleali e non solo.

Diventa sempre più impellente la necessità di rivolgersi a un investigatore aziendale, il cui compito è quello di lavorare con le aziende al fine di riuscire a risolvere problemi di vario tipo inerenti la gestione della loro attività.

Perché un’azienda ha bisogno di un investigatore privato

Chi pensa che la figura dell’investigatore privato non sia utile anche a un’azienda si sbaglia. Molto spesso si ha, infatti, l’esigenza concreta di monitorare il comportamento delle risorse umane di una attività, magari perché si sospettano illeciti o una condotta non in linea con quella che è la politica aziendale.

Questo è un aspetto decisamente critico che, se non monitorato con attenzione, potrebbe portare al fallimento di una attività. Pertanto, nel momento in cui ci si ritrova dinanzi a delle situazioni difficilmente gestibili o si hanno dei dubbi in merito alla motivazione e alla fedeltà dei dipendenti, è il caso di correre ai ripari. 

Solitamente tutte le aziende tendono ad adottare dei comportamenti finalizzati a incentivare la motivazione dei dipendenti e a conquistarne la fiducia. Si sta parlando di benefit economici e premi di produzione, ma anche di un lavoro costante di creazione della squadra di lavoro che deve essere più affiatata che mai per riuscire a produrre bene.

La soddisfazione dei dipendenti è uno dei primi fattori di successo di un’azienda che, altrimenti, rischierebbe da un momento all’altro di essere abbandonata nel pieno della produzione.

Tuttavia, non è raro notare quelli che possono essere definiti dei comportamenti sospetti. Se un lavoratore è insoddisfatto della propria posizione potrebbe anche pensare di tradire la propria azienda, vendendo informazioni, lavorando per la concorrenza, mettendo in atto delle azioni lesive per la produttività della stessa e così via. In tutti questi casi il primo consiglio è quello di investigare sulla fedeltà dei dipendenti.

Non solo: c’è chi può approfittare dei permessi 104 e chi, invece, inventa false malattie. Anche in questi casi, la figura dell’investigatore aziendale è decisamente utile. Lo è anche per trovare prove utili per il licenziamento, per accertare che un dipendente fa un doppio lavoro non dichiarato e così via.

Investigazione aziendale: cosa sapere

Si parla sempre più spesso di indagini aziendali ed è utile approfondire l’argomento. La prima domanda da porsi è a cosa servono le investigazioni aziendali e da quali figure possono essere richieste.

Possono far partire questo tipo di indagini o i titolari di una azienda o i legali rappresentanti o, ancora, i procuratori in possesso di delega. Solitamente ci si affida a un investigatore aziendale per reperire informazioni utili e tutelare i propri interessi e i propri diritti, anche in sede legale.

La figura dell’investigatore, in questo caso, serve per portare a termine degli approfonditi accertamenti su quella che è la condotta dei propri dipendenti, su loro possibili mancanze e comportamenti scorretti. In altre parole, si va a garantire la tutela dell’attività di impresa raccogliendo quelle che sono delle prove, così come richiesto da chi commissiona le indagini.

Si deve sempre ricordare che l’investigatore privato si muove dentro quelli che sono i limiti imposti dalla legge, anche alla luce del fatto che solo le prove lecite possono essere utilizzabili in sede processuale.

Nella maggior parte dei casi viene richiesto l’intervento di un professionista delle investigazioni aziendali e commerciali da imprenditori che vogliono approfondire questioni collegate a concorrenza sleale, a fenomeni di assenteismo dei dipendenti, che vogliono portare avanti indagini sul comportamento dei dipendenti o, ancora, che desiderano smascherare false malattie. Anche per effettuare indagini sulla sicurezza aziendale è importante una figura di questo tipo.

Un fedele alleato di cui è impossibile fare a meno se si vogliono avere ben salde nelle mani le redini della propria attività, evitando così il rischio di trovarsi ad aver a che fare con dipendenti poco motivati e che perseverano in comportamenti non idonei e lesivi per l’azienda.

Investigazione aziendale su false malattie dei dipendenti

Si deve ricordare che questo è un reato e, in quanto tale, va punito. Quando un dipendente presenta dei certificati di malattia per giustificare la sua assenza dal lavoro, ha degli obblighi e degli orari da rispettare. L’INPS, infatti, ha il dovere di controllare e verificare se effettivamente il lavoratore è lì dove dichiara di essere.

Si deve anche ricordare che chi richiede un permesso per malattia deve fare in modo che le sue condizioni non peggiorino. Se si ha il sospetto che si tratti di una finta malattia, il titolare di una azienda o chi per lui può investigare al fine di smascherare il lavoratore che ha tenuto questa condotta scorretta.

Sarà compito dell’investigatore privato pedinare il soggetto e cercare di individuarne gli spostamenti in modo tale da raccogliere prove lecite che possono essere utilizzate in tribunale durante un eventuale processo.

Indagini per doppio lavoro

Sempre connesso all’argomento dei permessi per i dipendenti è quello del doppio lavoro. Purtroppo non sono pochi i dipendenti da azienda che richiedono dei permessi per fare un altro lavoro e cercare di incrementare le proprie entrate.

Sebbene in alcuni casi questa può essere letta come un’esigenza che nasce dal bisogno di guadagnare di più, il sottrarre del tempo alla propria attività principale, quella che si svolge entro i limiti di un regolare contratto di lavoro, è una condotta da evitare. Ecco, quindi, che anche in questo caso, il titolare o chi per lui può richiedere l’ausilio di un investigatore privato per raccogliere delle prove certe sul comportamento del lavoratore.

Indagini aziendali per assenteismo

L’assenteismo dal lavoro può essere una causa di licenziamento di un lavoratore. Ogni assenza deve essere sempre motivata e il tutto deve essere fatto entro i limiti della correttezza e di quello che è il contratto sottoscritto dalle parti. In caso di dubbi sulla condotta di un dipendente che si assenta troppo di frequente dal lavoro, è possibile far partire delle indagini private per accertarne la buona fede.

Finti permessi 104

Come è noto, la legge 104 permette dipendenti che svolgono il ruolo di caregiver, ossia che devono badare a un familiare affetto da grave disabilità, di avere 24 ore mensili di permessi retribuiti. Si tratta di un grande aiuto per le famiglie delle persone disabili, ma succede che qualcuno se ne approfitti, richiedendo un permesso 104 per poi fare altro. Il tristemente famoso abuso della legge 104.

Ci si può, quindi, rivolgere a degli esperti di investigazioni aziendali che sono in grado di verificare cosa fanno le persone interessate nelle ore di permesso che hanno richiesto alla loro azienda. 

Raccolta prove per licenziamento

Le prove per il licenziamento di un dipendente sono importantissime e vanno raccolte entro i limiti della legge per essere valide. In caso contrario si rischia di non poterle utilizzare se il dipendente fa causa per ingiusto licenziamento.

Infedeltà

Se si nutrono dei dubbi sulla fedeltà dei dipendenti è utile effettuare le dovute ricerche in merito. Un comportamento poco consono potrebbe, infatti, mettere a repentaglio l’intera azienda con tutti i suoi segreti.

Il rischio maggiore è proprio questo: un dipendente infedele può divulgare, specialmente dietro compenso economico, delle informazioni che invece dovrebbero rimanere segrete. Naturalmente, per dimostrare il tutto si ha la necessità di trovare delle prove concrete, altrimenti il rischio è quello di trovarsi con un nulla di fatto tra le mani, non potendo provare il comportamento scorretto del o dei dipendenti in questione.

Concorrenza sleale

Quello industriale è un mondo abbastanza complesso, dove contraffazione o concorrenza sleale possono essere dietro l’angolo. Anche in questo caso si può richiedere il supporto di un investigatore privato che opera in ambito aziendale così da smascherare sia concorrenti che non si muovono nei limiti della legge che chi produce con marchio contraffatto arrecando danni all’azienda copiata.

Altre indagini all’interno di una azienda

Ci sono anche altri tipi di indagini che possono essere condotte all’interno di una azienda. Ad esempio, un manager o chi per lui può controllare che i suoi dipendenti utilizzino i pc e gli strumenti di lavoro solo per il normale svolgimento delle loro attività. Non di rado, infatti, dei dipendenti sono soliti lasciare i propri impegni lavorativi per entrare nei loro social network personali, per effettuare ricerche, guardare video e così via. Si tratta di comportamenti che non tutti i datori di lavoro apprezzano e tollerano.

Non solo. Se si ha il sospetto che qualcuno abbia messo delle microspie per spiare l’interno di un’azienda ci si può rivolgere a un investigatore privato per trovarle e bonificare gli ambienti.

Si possono, inoltre, richiedere delle indagini sulla fedeltà dei soci o delle ricerche su un singolo lavoratore prima di decidere se assumerlo o meno.

Costi dell’investigazione aziendale e a chi rivolgersi

Quando si cerca qualcuno che indaghi in un settore così delicato e lo faccia in maniera professionale, si deve fare molta attenzione a scegliere solo il meglio. Un vero professionista dell’investigazione aziendale sa bene che si tratta di un qualcosa di delicato e conosce, soprattutto, quelli che sono i limiti entro i quali muoversi. Si tratta di un dettaglio che non può essere sottovalutato, perché altrimenti si rischia non solo di non ottenere ciò che si vuole, ma di avere ripercussioni da parte dei dipendenti che potrebbero citare in giudizio l’azienda stessa.

I costi dell’investigazione aziendale possono variare. Si devono prendere in considerazioni alcuni fattori come, ad esempio, i luoghi e i tempi. Se l’investigatore è chiamato a fare delle trasferte o a lavorare in un determinato lasso di tempo, i costi potrebbero essere differenti da quelli soliti. Non solo: molto cambia anche in base alla finalità della ricerca che influisce anche sul costo finale.

Le attività richieste, le risorse da impiegare, la strumentazione di cui munirsi sono tutti aspetti che vengono presi in considerazione quando si calcola il costo di una prestazione di investigazione aziendale.

Nonostante tutto, però, si deve ricordare che l’ausilio di professionisti del settore può aiutare un’azienda a rinascere, tagliando quelli che sono i rami secchi che mettono a repentaglio la floridità dell’attività. Non di rado, infatti, dopo aver scoperto i misfatti di alcuni dipendenti e dopo aver preso i dovuti provvedimenti, un’azienda torna a essere sana e forte.

Naturalmente, il compito di un investigatore può essere anche quello di dare al titolare, o a chi per lui, la possibilità di evitare di arrivare a trovarsi in situazioni disastrose che potrebbero mettere a repentaglio la salute della propria attività.

Normativa sull’investigazione aziendale

Dato che spesso queste indagini vengono condotte per cercare di capire quella che è la condotta di un dipendente, ci si chiede fino a che punto ci si possa spingere. Si deve sempre agire entro quelli che sono i limiti della legalità, altrimenti ogni prova sarà considerata nulla in sede giudiziaria.

Tra lavoratore e azienda intercorre sempre un contratto di lavoro. Sono entrambe le parti che lo accettano e lo firmano e, pertanto, ogni rapporto tra di loro è guidato da questo documento, fondamentale e imprescindibile.

Va da sé che un contratto da lavoratore dipendente mette il soggetto in una posizione subordinata. Per questo motivo, il datore di lavoro ha il potere di controllare il lavoro e la condotta del dipendente che deve sempre essere in linea con quanto scritto nel contratto.

Un lavoratore ha degli obblighi da adempiere e il datore può controllare che tutto sia fatto in maniera corretta. Attenzione, però: il potere del datore di lavoro non è assoluto. Dignità e privacy sono due limiti molto forti, che non possono mai essere sottovalutati.

Questo significa che il titolare può certamente controllare il lavoratore, la sua diligenza e la sua fedeltà, ma pur sempre entro i limiti imposti da quello che è lo Statuto dei Lavoratori che è entrato in vigore nel 1970 e, per la precisione, con le Legge n.300.

Il potere di controllo di un datore di lavoro, quindi, è circoscritto. Nello statuto in questione viene espressamente vietato l’utilizzo di guardie giurate per il controllo delle azioni dei lavoratori all’interno. Queste possono solo controllare il patrimonio aziendale. Pertanto, non hanno il diritto di accedere negli ambienti in cui lavorano i dipendenti (art.2).

Non solo, l’art. 3 prevede che il titolare informi tutti i dipendenti su quelle che sono le mansioni e i nomi del personale di vigilanza che, quindi, non può agire in incognito.

Vi è anche il divieto dell’uso di impianti audiovisivi per controllare i dipendenti (art. 4).

Ecco, quindi, che anche le indagini degli investigatori privati devono avere dei limiti e il primo e invalicabile è quello della privacy. Questo significa che l’investigatore può solo ed esclusivamente pedinare il lavoratore in luoghi pubblici. Non solo: viene anche vietato il pedinamento di un dipendente per vedere come si comporta con i clienti. In questo caso è possibile solo accertarsi del fatto che questo stia effettivamente compiendo il suo lavoro.

Si può controllare se un dipendente esce anzitempo dal lavoro, ma non è possibile seguirlo fino a casa, perché quello è luogo privato

Si tratta di un mondo complesso che, quindi, richiede l’intervento di chi sa come comportarsi.

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